L'immagine di se

Rifiorisci dalle cicatrici

Delicata come un fiore, forte come una donna.

Non c’è niente di più bello di una persona che rinasce. Quando si rialza dopo una caduta, dopo una tempesta e ritorna più forte e bella di prima. Con qualche cicatrice nel cuore sotto la pelle, ma con la voglia di stravolgere il mondo anche solo con un sorriso.

Anna Magnani

La vita è nostra e di tutti quelli che hanno preso più di qualche botta, ma che vogliono continuare a sognare e cercare la loro strada. Perché anche quando ci cammini dentro, devi continuare a trovarla per ogni passo in avanti che fai.

Seguiamo il flusso, abbandoniamoci ai pensieri, alle lacrime, ai sorrisi. Corriamo a perdifiato, saltiamo, balliamo. 

Amiamo. Amiamo forte. 

Siamo donne. Siamo vive.

Questo è il secondo Ottobre Rosa di Feeling Nova (scopri qui cosa abbiamo realizzato a Ottobre 2020) e anche quest’anno desidero dedicare questo progetto fotografico alle donne, a noi, a voi.

Rifiorisci dalle cicatrici è un inno alla vita, alla gioia, alla rinascita, alla prevenzione e alla cura di sè.

Questo progetto è un canto d’Amore con la A maiuscola. 

Quello vero e profondo, per se stessi e per la nostra esistenza.

Rifiorisci dalle cicatrici: il progetto fotografico

Il progetto fotografico realizzato da Feeling Nova, vuole dar voce ai tumori che colpiscono le donne o i tumori rari e che rappresentano ancora oggi un tabù per la società.

Partendo dal tumore al seno, scopriamo il tumore ovarico e l’osteosarcoma alla mandibola. Questo viaggio ci ha permesso di ascoltare le storie di 5 donne, muse per un giorno, che attraverso l’obiettivo della macchina fotografica hanno raccontato il loro percorso, la loro rinascita e si sono riscoperte donne bellissime grazie anche agli occhi le une delle altre.

Grazie alla collaborazione con Letizia dei Fiori abbiamo avuto la possibilità di accostare ad ogni musa una scultura floreale che la rappresentasse, andando a valorizzare le loro forme e facendo parlare con semplicità le loro cicatrici.

Il contributo dei Make Up Artist Eleonora Bianucci e Marco Tunisi è stato fondamentale per completare il look etereo e luminoso di queste donne meravigliose; parola d’ordine: COLORE.

Ultimo ma decisamente non meno importante, l’occhio esperto della nostra fotografa che ormai ci accompagna da anni nelle nostre folli imprese, che ci aiuta a raccontare la stupenda community di Feeling Nova e tutti i progetti ad essa correlati. Clara Parmigiani riesce a catturare le emozioni, i sentimenti e la voglia di ricominciare delle donne che decidono di raccontarsi attraverso di noi.

Rifiorisci dalle cicatrici, come ogni progetto realizzato da Feeling Nova, ci insegna ad accogliere le lacrime per regalare sorrisi, a tendere una mano ed esserci anche quando sembra impossibile.

Ci insegna che esiste tanta cattiveria e ingiustizia ma che la parola “insieme” è più forte. 

Io Chiara, Founder e Creative Director di Feeling Nova, faccio questo per i sorrisi. L’unione fa la forza, veramente e unite si può affrontare anche il percorso oncologico. 

Abbiamo rappresentato l’Ottobre Rosa in maniera diversa e per questo ho voluto inserire anche a parole le storie delle muse che si sono messe a nudo, spogliate delle loro paure e attraverso le loro cicatrici, bellissime perchè segni di forza e di rinascita, si sono aperte.

Ho scoperto di avere un carcinoma ad Aprile 2021, era sicuramente una notizia destabilizzante, ma ho sentito subito tanta forza crescere in me. Grazie alle mie passioni (lo sport mi aiuta tantissimo), alla mia compagna, che riesce sempre a farmi ridere e distrarre, che ripone in me una grande fiducia e un amore fatto di condivisione, gioia di vivere e positività, grazie ai miei amici, a mia madre, alle colleghe di lavoro e al mio capo, sono stata e sono circondata di affetto e sostegno.
Ho deciso di pubblicare sul mio profilo instagram la mia storia, per far capire alle persone che come me affrontano questo percorso, che si può avere uno stile di vita più che buono, che dopo una chemio puoi fare un trail in montagna, una cronoscalata in bici. Bisogna più che mai far circolare il messaggio che la prevenzione e l’esame attento di possibili segni di una neoplasia non devono fare paura. Bisogna temere la paura di scacciare i brutti pensieri ignorando il problema; purtroppo conosco tante donne che fanno come gli struzzi. Il mio tumore è molto aggressivo ( di solito ha una crescita del 20%, nel mio caso invece era del 60%) non avevo familiarità ma mi sono insospettita e mi sono mossa immediatamente.
Su instagram ricevo messaggi di donne che come me attraversano o hanno attraversato questo percorso e mi danno molta forza! Mi scrivono cose molto belle, io le aiuto e loro aiutano me!

Elisa Marataro

Il mio percorso è cominciato quasi un anno fa e devo dire che è stata una grande prova di coraggio, ho scoperto tanti miei lati che non conoscevo ed è emersa la nuova Adelina, un’Adelina coraggiosa, grintosa, matura e soprattutto positiva, sempre con il sorriso sulle labbra. Sono cresciuta molto e adesso sono consapevole di moltissime cose, fin troppe per la mia età, però sono felice di come sia andato il tutto e sono orgogliosa di me.

Adelina Baciu

Io sono Marta, Toscana, classe 88.
Ho scoperto di avere un cancro all’ovaio solo dopo essere stata operata; ad oggi questo tumore ginecologico è difficilissimo da diagnosticare ad uno stato precoce a causa dell’assenza di screening e sintomi.
A me ha letteralmente salvato la prevenzione, ero stata dal ginecologo pochi mesi prima, a Luglio del 2020; ho fatto il solito controllo prenotando l’appuntamento per l’anno successivo. Poi, a Febbraio 2021, dopo la morte improvvisa di mia madre, stavo male e ho iniziato ad avvertire dolori molto forti nella zona dell’appendicite. Un giorno facevo addirittura fatica a camminare, mi sono affidata al mio istinto e sono tornata a fare una visita dal mio ginecologo che, conoscendo la mia storia familiare, mi ha fatto fare tutti gli esami; nel giro di 20 gg mi ha operato salvandomi la vita. 
Il mio era un Adenocarcinoma sieroso di alto grado all’ovaio destro, fortunatamente al primo stadio, ma nonostante ciò è stata applicata una chirurgia radicale, rimuovendo appendicite, omento, ovaie e utero. Questo mi ha concesso di essere serena nel percorso che ho affrontato anche se con la consapevolezza di non poter avere figli.
Oggi sono entrata nel follow up trimestrale e sono convinta che quando ti accadono certi eventi così traumatici, come una diagnosi di cancro, non sei più la stessa e neanche la via che pensavi di dover percorrere rimane quella e se trasformarla in bene o in male è sempre una nostra scelta.
La mia malattia per me è stato un vero e proprio RE – START, ricordandomi il valore del compito che mi è stato assegnato: incoraggiare, informare e sostenere chi perde la speranza, perché la vita è troppo bella per non essere vissuta.

Marta Buccelli

47 anni, 3 figli di 6, 8 e 10, una bella vita. Controlli annuali perché mia mamma è morta di cancro al seno, sempre tutto a posto. Un giorno sento un nodulo al seno (controllatevi sempre, mi raccomando) e, sebbene siano passati pochi mesi da ultima mammografia, vado a controllare. Cancro, in due punti diversi dello stesso seno. Mi sono presa un giorno per piangere tutte le mie lacrime e cercare di capire come affrontare il tutto. Visite, esami su esami, tutto in fretta, finché faccio l’intervento: intaccati i linfonodi e quindi svuotamento ascellare, chemioterapia e radio. Un anno pesante, difficile per tutta la famiglia, ma ho trovato molto sollievo nella mia ironia e nell’appoggio di mio marito, i fratelli e gli amici. Alcune piacevoli sorprese, altri rapporti invece persi per strada. Ora mi dedico a me stessa, sono un po’ più egoista, la vita ha un altro sapore e colore. Guardando sempre il bicchiere mezzo pieno, devo dire che il bastardo mi ha insegnato ad apprezzare gli attimi, i giorni, le persone. Viva la vita, sempre e comunque.

Cristiana Stefanutto

“D’ora in avanti dovrai essere come un soldato che, con il fucile sottobraccio, va dritto alla meta”. Queste parole io non le ho mai scordate da quando, sei mesi fa l’oncologa mi ha detto “questo tumore si può guarire, ma devi volerlo”. Da quel momento, come un vero e proprio soldato, non ho mai smesso di lottare, condividendo anche online la mia esperienza, perché vorrei essere un aiuto per le altre persone. Una sera di un anno fa, a casa con i bimbi, sento qualcosa di duro nel petto. Capisco che qualcosa non va. In un secondo ho visto tutte le situazioni che poi ho vissuto davvero: la chemioterapia, la perdita dei capelli. Dopo una prima diagnosi sbagliata arriva il secondo e determinante parere: è un tumore maligno. La mia prima reazione è stata un pianto fortissimo. Ho visto crollare in un attimo tutto ciò che avevo costruito. Incredula e confusa passo i giorni a chiedermi come mai questa diagnosi fosse toccata proprio a me. Con i bambini decido di essere sincera, raccontando loro che la mamma ha un piccolo sassolino nel seno e che dovrà fare delle terapie per farlo diventare sempre più piccolo. A una donna che scopre oggi di avere un tumore vorrei dirle: “Affronta giorno per giorno. Se non puoi cambiare la situazione in cui ti trovi, puoi cambiare il tuo atteggiamento rispetto a quella situazione”. Tra poco tempo mi opererò. Ho paura, ma senza paura non esiste coraggio. In questo autunno speciale vedrò rifiorire me stessa come non avevo mai visto prima.

Elisa Presenti

Rifiorisci dalle cicatrici: Ottobre Rosa

Ottobre è il mese dedicato alla sensibilizzazione della prevenzione nella lotta al tumore al seno. Perché per combatterlo è necessario parlarne, abbattere i tabù e le paure e fare ricerca scientifica.

Il tumore al seno è un nemico comune; colpisce circa 1 donna su 8 nell’arco della vita. Secondo le stime AIRTUM-AIOM-Fondazione AIOM nel 2020 in Italia sono stati diagnosticati 54.976 nuovi casi. Il tasso di sopravvivenza è dell’87% (in costante aumento), ma l’Ottobre Rosa serve a ricordarci e farci riflettere sull’importanza della prevenzione e a prenderci cura di noi stesse.

Rifiorisci dalle cicatrici: La prevenzione

[Queste indicazioni sono state stilate da Lilt: Lega Italiana Per La lotta Contro i Tumori.]

Le strategie preventive si basano su due approcci ben precisi e fra loro integrati: la prevenzione primaria e quella secondaria.

PREVENZIONE PRIMARIA

La prevenzione primaria ha l’obiettivo di individuare e poter rimuovere le cause che contribuiscono allo sviluppo di un tumore (fattori di rischio).
I principali fattori di rischio per l’insorgenza del tumore mammario non sono modificabili. Altri, se rimossi, possono nettamente ridurre il rischio di sviluppare il tumore al seno.

Fattori di rischio non modificabili

  • Età
  • Storia riproduttiva della donna
  • Familiarità per tumore al seno e/o ovaio
  • Neoplasie e trattamenti pregressi
  • Mutazioni di specifici geni

Fattori di rischio modificabili

  • Terapia ormonale sostitutiva
  • Obesità
  • Scarsa attività fisica
  • Limitato consumo di frutta e verdura
  • Alcol
  • Fumo

PREVENZIONE SECONDARIA

La prevenzione secondaria ha l’obiettivo di ottenerne la diagnosi il più precocemente possibile. La scoperta del tumore (in genere con la mammografia e l’ecografia) nella sua fase iniziale permette terapie chirurgiche meno aggressive con maggiori possibilità di guarigione. Essa oggi costituisce l’arma vincente nella lotta al cancro della mammella che può essere curato nella maggior parte dei casi diagnosticati precocemente.

AUTOESAME

  • Palpare entrambe le mammelle in senso rotatorio (circolare) con le dita unite a piatto.
  • Non tralasciare la palpazione dell’ascella e del capezzolo.
  • Guardare allo specchio se vi siano irregolarità della cute.
  • Evidenziare, con una leggera spremitura del capezzolo, se sono presenti secrezioni.
Illustrazione: Chiara Pasini

Fare attenzione se:

  • La cute della mammella o dell’areola sembra alterata, arrossata, ispessita, retratta o con noduli in rilievo.
  • Il capezzolo appare retratto, soprattutto se la rientranza del capezzolo è di recente comparsa e se sulla cute dell’areola compaiono delle piccole eruzioni cutanee o delle crosticine.
  • Compaiono spontaneamente secrezioni dal capezzolo, soprattutto se sierose o ematiche.
  • Alla palpazione della mammella o del cavo ascellare si apprezza la comparsa di una tumefazione.
  • La mammella appare arrossata e/o aumentata di volume.

VISITA CLINICA SENOLOGICA

Esame della mammella eseguito dal proprio medico o da uno specialista, al fine di riscontrare l’eventuale presenza di noduli o di altri segni clinici sospetti e comunque meritevoli di ulteriori indagini.

ECOGRAFIA MAMMARIA

Visita consigliata per i primi controlli per le donne sopra i 25 anni e utilizzata in associazione alla mammografia ed eventualmente, per casi particolari, alla risonanza magnetica mammaria, per donne sopra i 40.

MAMMOGRAFIA

Tecnica più idonea e valida nel diagnosticare la maggior parte dei tumori della mammella in fase iniziale, prima ancora cioè che siano palpabili, soprattutto nelle donne al di sopra dei 40 anni.

Ho una cicatrice, sembra un tatuaggio, sai che cosa dice?
Avanti coraggio!

Jovanotti


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